Il bambino cattivo

Il bambino cattivo

Brando, ha 11 anni e attorno a lui una famiglia che sta per disgregarsi. I genitori, entrambi professori universitari, vivono da anni un’importante crisi coniugale; lui è al centro: strumentalizzato, conteso, appesantito dalla responsabilità di scegliere da che parte stare. Brando è continuamente travolto nei loro litigi e nelle loro recriminazioni, indifeso, inerme di fronte a un amore che negli anni si è trasformato in odio. "Cattivo" verrà definito da chi l’ha messo al mondo, perché fatica a rispondere alla disperata richiesta di prendere una posizione. Brando non sta al loro gioco, un gioco perverso, mosso dall’incapacità dei genitori di vedere la sofferenza del proprio figlio.

La madre, Flora, soffre di ricorrenti e gravi crisi depressive. Il padre, Michele, è affettivamente un uomo immaturo e assente. La situazione precipita quando Michele stringe una relazione con una ragazza di cui era innamorato già ai tempi della scuola. A Brando il padre chiede silenzio e complicità, senza preoccuparsi del dolore a cui lo espone. La madre scoperto tutto, tenta il suicidio. Per Brando inizia il periodo più difficile. All'inizio viene affidato alla nonna paterna, molto affezionata ma non in grado di prendersene cura. Poi entra in contatto con i nonni materni, figure poco affettive e intenzionate a usare Brando come mezzo per acquisire notizie contro Michele e la sua amante, perpetrando un conflitto in essere da anni.
La separazione dei genitori sancisce un nuovo trauma: la dichiarazione d'abbandono del figlio e il conseguente trasferimento in una Casa Famiglia. Il Giudice dei minori constata l’impossibilità della madre di prendersi cura del bambino, perché ricoverata in clinica con danni irreversibili a seguito del tentato suicidio, e la rinuncia alla paternità del sig. Michele, succube della nuova compagna, che assolutamente non vuole avere nulla a che fare con Brando.

Per Brando l'arrivo nella Casa Famiglia è scioccante perché si trovo solo, senza punti di riferimento familiari. L'unica difesa che trova è rifugiarsi negli amati eroi del calcio e del wrestling, sue passioni. Ma non è sufficiente a reggereil cambiamento drastico della sua vita. Brando è tormentato dai fantasmi del passato, dai conflitti tra i suoi genitori e probabilmente dal senso di colpa verso la madre che, in cuor suo, sente di non aver protetto abbastanza. Fugge di notte per andare in clinica a trovarla e, una volta arrivato, è lei a mandarlo via: lo considera complice del padre, quindi un "bambino cattivo". Brando capisce che sua madre non guarirà più e suo padre, preso dalla nuova relazione, non avrà più spazio per lui nella sua vita. Brando è solo. Ha perso la sua famiglia d'origine. Ma nel corso degli anni ne troverà un'altra, disposta a prendersi cura di lui e delle sofferenze che porta dentro il cuore di bambino prima adultizzato e poi abbandonato. La sfida non sarà priva di ostacoli ma Brando, grazie a queste nuove persone, proverà ad essere di nuovo un bambino felice.